Lead Generation per soluzioni ERP SAP: risultati concreti in settori industriali complessi

Lead Generation per soluzioni ERP SAP

Risultati concreti in settori industriali complessi

Risultati concreti in settori industriali complessi

Una società di consulenza tecnologica attiva nella rivendita e integrazione di soluzioni ERP SAP ha scelto Geocom One per attivare una campagna di lead generation B2B multicanale, con l’obiettivo di entrare in contatto con decision-maker aziendali interessati a valutare soluzioni ERP avanzate. Il target includeva aziende medio-grandi dei settori packaging, HVAC, chimico, tessile, acciaio, energia e grandi gruppi industriali

🎯

Obiettivi del Progetto


• Promuovere i vantaggi competitivi delle soluzioni SAP ERP
• Raggiungere figure chiave in settori ad alta complessità
• Generare appuntamenti qualificati con prospect potenzialmente in fase di sostituzione o upgrade del proprio sistema gestionale
• Stimolare interesse anche verso eventi digitali (webinar, innovation day)

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Strategia adottata


1. Geomarketing e analisi database
→ Georeferenziazione e segmentazione delle aziende target, incluse informazioni sui gestionali in uso
2. Email marketing personalizzato
→ Messaggi su misura per settore e ruolo, con CTA per appuntamenti o webinar informativi
3. Contact management proattivo
→ Telefonate di follow-up per qualificare l’interesse, gestire recall e fissare incontri con il team commerciale
4. Gestione pipeline: attivi, da richiamare, interesse futuro
→ Suddivisione avanzata degli esiti per potenziare le azioni successive

📊

Risultati ottenuti


• Lead qualificati in settori industriali chiave
• Appuntamenti fissati con prospect di alto valore
• Database arricchito con informazioni su gestionali attuali
• Interesse generato per eventi futuri e follow-up a medio termine

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Valore generato per il cliente


• Approccio strutturato e su misura per settori diversi
• Pipeline qualificata utile sia a breve che a medio termine
• Supporto concreto alla forza vendita per l’apertura di nuove opportunità SAP

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Magazzini intensivi: la tecnologia Voice per ottimizzare le operazioni di picking

Il voice picking (chiamato anche pick by voice, voice-directed warehousing VDW o speech-based picking) è una tecnologia che, sfruttando dei dispositivi di sintesi vocale, è in grado di inviare comandi vocali semplici e chiari all’addetto al picking, indicando il percorso da seguire al personale e le attività da realizzare.
Il sistema di picking vocale viene considerato l’evoluzione della digitalizzazione tradizionale con terminali a radiofrequenza e permette di ottimizzare le operazioni logistiche di prelievo e preparazione degli ordini.

Il funzionamento e l’utilità del sistema voice picking sono piuttosto intuitivi e dipendono direttamente da terminali informatici. Questi sono dotati di sintetizzatori e sistemi di riconoscimento vocale. Essendo in grado di riconoscere la voce umana, il dispositivo fornisce e riceve istruzioni, stabilendo una “comunicazione bidirezionale” con l’addetto al picking. Va notato, infatti, che il voice picking può ricevere le risposte di un operatore grazie al sistema di multi-modal feedback, aumentando in tal modo la flessibilità nello svolgimento delle attività di prelievo.

Ogni addetto autorizzato è in possesso di un terminale dotato di auricolari e microfono che gli permette di potersi muovere in libertà (avendo le mani libere e di poter svolgere un maggior numero di operazioni (con una qualità maggiore)

Ogni addetto autorizzato è in possesso di un terminale dotato di auricolari e microfono che gli permette di potersi muovere in libertà (avendo le mani libere e di poter svolgere un maggior numero di operazioni (con una qualità maggiore)

Nella pratica il sistema consiste in una semplice conversazione linguistica. L’operatore riceve le istruzioni sulla sua cuffia per separare un ordine (ubicazione di stoccaggio, quantità, ecc.) e continua a confermare, nel suo microfono, tutte le azioni completate.
Poiché tutto avviene con l’ausilio della cuffia, l’operatore non ha bisogno di dotarsi di una lista di prelievo cartacea o un raccoglitore di dati, lasciando gli occhi e le mani libere per eseguire la separazione in modo più efficiente e senza distrazioni. Inoltre, grazie al fatto che le mani e gli occhi sono liberi, il rischio di incidenti che coinvolgono il separatore, sia durante la raccolta del prodotto che durante lo spostamento, è notevolmente ridotto. Inoltre, la raccolta vocale è più comoda ed ergonomica, anche per le persone con disabilità.

Essendo un sistema molto semplice da utilizzare, il voice picking viene rapidamente assimilato dal dipendente, eliminando lunghe sessioni di formazione, cosa di non poco conto dal momento che il tempo speso è una fonte di costo e il tempo risparmiato è una fonte di guadagno. In altre parole, possiamo dire che il picking con voice picking elimina gli ostacoli fisici e può aumentare la produttività fino al 35%.
Il sistema punta ovviamente a un efficientamento in termini di velocità e qualità delle attività svolte all’interno dei magazzini, con particolare riferimento a tutti quei magazzini che sono dotati di stoccaggio intensivo, con corridoi ridotti ed estensione verticale delle strutture, e che, quindi, sfruttano al meglio la superficie del magazzino rispetto alle scaffalature con accesso diretto.

Il sistema di voice picking fa parte di quegli strumenti di automazione dei processi che aiutano a ottenere un significativo aumento della produttività combinato con una riduzione degli errori e delle rilavorazioni. Poiché il dipendente non ha bisogno di toccare il microtelefono e il terminale portatile attaccato alla vita, ci sono meno possibilità di danni al dispositivo, che richiedono quindi poca manutenzione. Alla fine, questo significa meno spese e maggiore redditività per l’azienda.


Etichette Linerless: svolta green nella gestione degli scarti di etichettatura

L’ottimizzazione dell’uso delle materie prime è un obiettivo primario in tutti i settori produttivi. Il ricorso ad etichette senza liner, ovvero senza il supporto siliconato, è un fattore chiave di sostenibilità nella riduzione dello spreco di materie prime nel packaging. Quindi, per impattare su carrelli sempre più ecosostenibili, è importante non sottovalutare l’importanza di un’etichettatura green dei prodotti, considerando anche il fatto che l’etichetta è un vero e proprio strumento parlante con il consumatore, strategicamente decisivo nei processi di scelta che portano all’acquisto. Ciò avviene proprio per le sue qualità informative, ma non solo. Infatti, le label stesse possono farsi portatrici di sostenibilità nel loro stesso design e composizione.

Un esempio di questo tipo di contributo fronte labelling è offerto dalle cosiddette etichette linerless. Con questo termine si vuole intendere una tipologia di etichette adesive caratterizzate dall’assenza di liner, ovvero senza il supporto siliconato che veicola le classiche etichette prima di essere applicate sui prodotti. Ricordiamo che le etichette tradizionali, le cosiddette liner-based vengono organizzate in rotoli in cui la parte adesiva dell’etichetta viene a contatto con il “liner” e che, una volta dispensate le etichette, risulta essere un materiale di scarto. Nella pratica, le etichette linerless, comportando il mancato scarto derivante dal supporto abbattono considerevolmente le emissioni di anidride carbonica per produrlo. Solamente una parte dei supporti siliconati liner viene riciclata, la restante parte quando viene smaltita contribuisce alla produzione di CO2, che costa sia all’ambiente che all’azienda che deve smaltire il materiale di scarto. Si stima che oltre 600.000 tonnellate di rifiuti siliconati finiscano in discarica (fonte: Fortune Business Insight). Inoltre, con tale innovazione, ogni rotolo arriva a contenere circa il 30/40% di etichette in più, garantendo convenienza anche in termini di produttività, flessibilità, trasporti e stoccaggio, con il conseguente vantaggio di ridurre le emissioni di carbonio dell’azienda. Senza il liner, oltre a questioni pratiche quali l’aumento di produttività e minori tempi di fermo macchina, vi è anche una grande possibilità di personalizzazione delle etichette stesse, aprendo un grande fronte anche per un marketing green ad hoc. Secondo un rapporto di Fortune Business Insights, si prevede che il mercato globale delle etichette linerless raggiungerà i 3,4 milliardi di dollari entro il 2027, il 5% in più rispetto al 2019. L’assenza di carta siliconata da smaltire significa che le soluzioni linerless rappresentano un vero passo avanti verso un’etichettatura più sostenibile. L’uso di etichette linerless può anche aiutare le aziende a ridurre le sanzioni. L’eliminazione dei rifiuti migliora la sicurezza e aiuta a rispettare gli standard OSHA (Occupational Safety and Health Administration) riducendo il materiale di scarto che rimane sui pavimenti del magazzino e nelle aree di lavoro durante la produzione.

Parliamo di questo apicale argomento con Dario Santilli, Packaging Solutions Manager di UPM Raflatac, multinazionale finlandese leader mondiale nella produzione di materiali autoadesivi che ha da poco installato una nuova linea di produzione linerless in Polonia.

Parliamo di questo apicale argomento con Dario Santilli, Packaging Solutions Manager di UPM Raflatac, multinazionale finlandese leader mondiale nella produzione di materiali autoadesivi che ha da poco installato una nuova linea di produzione linerless in Polonia.

“Le etichette linerless per la stampa termica diretta sono un’opzione sostenibile rispetto ai materiali autoadesivi convenzionali per etichette. Poiché non è presente alcun supporto, vengono meno le problematiche legate alla gestione degli scarti di etichettatura; inoltre le etichette linerless possono essere tagliate in qualsiasi lunghezza ottimizzando i costi, aumentando la flessibilità e riducendo drasticamente le SKU a magazzino.

Noi di UPM RAFLATAC abbiamo inoltre sviluppato la tecnologia di adesivi OPTICUT™ per applicazioni food, retail, logistica e quick service restaurant. Spesso con adesivi tradizionali le etichette linerless, per ottenere una buona adesione, rilasciano residui di colla dovuti al taglio generando accumulo di adesivo. Ciò comporta inceppamenti della carta e interventi di manutenzione frequenti per la stampante.

La rivoluzionaria composizione chimica della gamma di adesivi OPTICUT™ stabilisce un nuovo punto di riferimento per l’industria delle etichette linerless. In poche parole, OptiCut offre tagli puliti, un’adesione eccellente e una qualità di stampa nitida, riducendo drasticamente gli interventi di manutenzione sulle unità di taglio.

Tutto questo senza tralasciare l’aspetto sostenibile che per UPM Raflatac rappresenta da decenni il proprio tratto distintivo, infatti tutta la nostra gamma Linerless è Carbon Neutral e certificata FSC® (FSC C012530). La provenienza delle materie prime da foreste gestite in maniera sostenibile protegge la fauna selvatica, contribuisce a mitigare il cambiamento climatico e promuove la biodiversità.”


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